Unitre Cuorgnè: curiosità e invenzioni tra gli oggetti quotidiani. A cura di Giorgio Cortese

Mercoledì 13 maggio si è concluso il ciclo di conferenze dell’anno accademico 2025/2026 di Unitre Cuorgnè, ospitato presso la Sala Conferenze Trinità di via Milite Ignoto.
Un percorso culturale ricco e partecipato che, nel corso dell’anno, ha proposto ben 31 appuntamenti dedicati alla storia, alla cultura, alla società e alle curiosità del nostro tempo.
Un grande grazie per questo lavoro va rivolto al Presidente Maria Calvi di Coenzo e a tutto il Direttivo che, con impegno e passione, ha sostenuto e organizzato un anno accademico ricco di incontri apprezzati e partecipati.
A chiudere la rassegna è stata la conferenza “Curiosità tra gli oggetti quotidiani”, tenuta da Giorgio Cortese, che ha accompagnato soci e partecipanti in un viaggio coinvolgente e originale tra gli oggetti che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni, ma di cui spesso ignoriamo la storia, l’origine e l’evoluzione nel tempo.
Con il suo stile diretto, ironico e ricco di aneddoti, Giorgio Cortese ha mostrato come molte delle invenzioni più comuni siano nate da errori, intuizioni casuali o semplici osservazioni della realtà. Oggetti che oggi consideriamo normali e scontati nascondono invece vicende sorprendenti, piccoli colpi di genio e storie capaci di raccontare l’evoluzione della società, delle abitudini quotidiane e persino del modo di vivere delle persone.
La conferenza si è aperta con il celebre post-it, il foglietto adesivo che tutti abbiamo utilizzato almeno una volta sul frigorifero, sulla scrivania o vicino al computer. La sua nascita risale agli anni Sessanta negli Stati Uniti, quando l’ingegnere Spencer Silver cercò di creare una colla fortissima. Il risultato fu però l’esatto contrario: una colla debole che si staccava facilmente. Un errore che sembrava inutile fino a quando il collega Art Fry intuì che quell’adesivo poteva essere perfetto come segnalibro per il libro dei canti della chiesa, evitando che i fogli cadessero continuamente. Da quella semplice idea nacque il post-it destinato a conquistare il mondo. Anche il caratteristico colore giallo fu una casualità, poiché nel laboratorio era disponibile soltanto carta di quella tonalità.
Dal post-it si è poi passati alla cucina e al forno a microonde, altra invenzione nata quasi per caso durante la Seconda guerra mondiale. Un tecnico americano impegnato nello sviluppo dei radar notò che una tavoletta di cioccolato tenuta in tasca si era sciolta vicino a un magnetron. Da quell’episodio nacque l’idea di utilizzare le microonde per scaldare il cibo. I primi modelli erano però enormi, molto diversi da quelli moderni, e solo negli anni Settanta il forno a microonde entrò gradualmente nelle case italiane, inizialmente accolto con diffidenza da chi temeva effetti negativi delle onde elettromagnetiche.
Grande interesse ha suscitato anche il racconto del velcro, nato dall’osservazione della natura. Nel 1941 l’ingegnere svizzero George de Mestral, tornando da una passeggiata nei boschi con il proprio cane, notò come alcuni cardi di bardana rimanessero attaccati ai vestiti e al pelo dell’animale. Studiandoli al microscopio scoprì piccoli uncini naturali e da quell’idea sviluppò il sistema di chiusura oggi utilizzato in scarpe, giacche, zaini e accessori. Anche il nome “velcro” deriva dall’unione delle parole francesi “velluto” e “uncino”.
La serata è proseguita con un lungo percorso attraverso oggetti di uso quotidiano spesso dati per scontati. Dal tagliaunghie, perfezionato nell’Ottocento grazie a un pratico sistema a leva, allo spazzolino da denti, le cui origini risalgono addirittura alle antiche civiltà mesopotamiche ed egizie che utilizzavano piccoli ramoscelli aromatici per la pulizia della bocca.
Curiosa anche la storia della forchetta, arrivata in Europa da Bisanzio attorno all’anno Mille grazie a una principessa bizantina giunta a Venezia. Inizialmente guardata con sospetto e considerata quasi un oggetto inutile o eccentrico, la forchetta si diffuse lentamente fino a diventare uno strumento indispensabile sulle tavole europee.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla storia del caffè, della tazzina e della moka di Alfonso Bialetti. Il caffè arrivò in Europa attraverso i contatti con il mondo orientale e divenne rapidamente protagonista delle coffee house, luoghi di incontro culturale e politico. La moka, invece, nacque dall’intuizione di Bialetti dopo aver osservato in Francia un sistema utilizzato per lavare i panni, trasformando per sempre il modo di preparare il caffè nelle case italiane.
Non sono mancati racconti dedicati alle forbici, al rubinetto, al termometro, alla bilancia, al water, alla doccia e alla carta igienica, strumenti che nel tempo hanno migliorato la qualità della vita, l’igiene personale e il comfort domestico. Particolarmente apprezzata la parte dedicata alla storia della carta igienica e dei sistemi igienici moderni, così come quella sull’evoluzione del rubinetto e della doccia, legata allo sviluppo degli acquedotti e delle abitazioni moderne.
Interessante anche la parentesi sulle impronte digitali, già utilizzate nell’antica Cina come forma di identificazione personale molti secoli prima delle moderne tecniche investigative.
Con tono leggero ma sempre ricco di riferimenti storici e curiosità, Giorgio Cortese ha saputo trasformare semplici oggetti quotidiani in protagonisti di storie sorprendenti, dimostrando come dietro ogni invenzione si nascondano osservazione, creatività e capacità di risolvere problemi concreti. La conferenza si è conclusa tra applausi e sorrisi, chiudendo idealmente un anno accademico che ha visto grande partecipazione e interesse da parte dei soci Unitre Cuorgnè.
“Ogni oggetto quotidiano racchiude una storia straordinaria. Basta fermarsi un momento e guardarlo con curiosità: la curiosità ci mantiene giovani”.
Con questo messaggio Giorgio Cortese ha salutato il pubblico, augurando buone vacanze estive e dando appuntamento al prossimo anno accademico di Unitre Cuorgnè.
Foto di Osvaldo Marchetti