Al termine del corso e dopo l’ultima conferenza di mercoledì 13 maggio, il Maestro Giovanni Usai insieme ai coristi del canto corale ha dato vita a un momento di grande intensità artistica ed emotiva, offrendo al pubblico una prova finale che ha saputo unire tecnica, sensibilità e autentica partecipazione interiore.
Sin dalle prime note è stato chiaro che non si trattava di una semplice esibizione, ma di un vero e proprio incontro tra persone attraverso la musica. Le voci maschili, tenori e baritoni, hanno costruito una base solida, profonda e vibrante, mentre le voci femminili, soprani e contralti, hanno portato luce, colore e leggerezza. In questo intreccio perfetto, ogni sezione ha trovato il proprio spazio senza sovrastare l’altra, dando origine a una complessa ma naturale armonia corale, capace di avvolgere l’ascoltatore.
I brani proposti hanno messo in evidenza un percorso musicale ricco e variegato, in cui ogni pezzo sembrava raccontare una storia diversa. Particolarmente suggestivo è stato uno spiritual eseguito senza testo, dove la voce si è trasformata in puro suono, emozione e vibrazione. In quel momento la musica ha superato ogni barriera linguistica, diventando sentimento allo stato puro, immediatamente comprensibile a chiunque ascoltasse. Il pubblico ha risposto con una partecipazione crescente e spontanea. Non si è limitato a osservare in silenzio, ma è stato progressivamente coinvolto dall’energia dell’esecuzione. Il ritmo, la dinamica e la forza emotiva dei brani hanno generato un’atmosfera viva e condivisa, fino a trasformare la sala in uno spazio comune, quasi rituale. Gli spettatori hanno accompagnato alcuni momenti battendo le mani, creando un dialogo invisibile ma potentissimo con il coro. Questo scambio continuo tra palco e platea ha reso l’esperienza ancora più intensa, come se esecutori e ascoltatori fossero parte di un unico grande organismo sonoro. Ogni applauso, ogni sguardo, ogni vibrazione sembrava contribuire alla costruzione di un’unica emozione collettiva.
La musica ha smesso di essere solo esecuzione per diventare comunicazione profonda, oltre le parole e oltre il pensiero razionale. È emersa tutta la sua forza come linguaggio universale, capace di abbattere distanze, differenze e silenzi.
È rimasta nell’aria una sensazione di pienezza e gratitudine: la consapevolezza che l’armonia non è solo un fatto musicale, ma un modo di stare insieme. Un incontro di voci, di persone e di emozioni che, per qualche istante, hanno trovato un equilibrio perfetto. Un sentito e sincero ringraziamento va al Maestro Giovanni Usai, la cui guida attenta, competente e profondamente umana ha permesso al gruppo di raggiungere un risultato artistico di così alto livello. La sua capacità di unire rigore tecnico e sensibilità musicale si riflette in ogni sfumatura dell’esecuzione, rendendo evidente il valore di un lavoro costruito con dedizione, pazienza e passione. Un plauso speciale va inoltre ai coristi del canto corale, che con impegno, ascolto reciproco e crescente consapevolezza hanno saputo trasformare lo studio in espressione viva. Le loro voci, diverse e complementari, non solo hanno creato armonia sonora, ma hanno saputo trasmettere emozione autentica, dimostrando come la musica corale sia prima di tutto un esercizio di collaborazione e umanità condivisa. Insieme, Maestro e coristi hanno dato vita a qualcosa che va oltre la semplice performance: un’esperienza collettiva capace di toccare profondamente l’animo di chi ascolta e di ricordare a tutti che la musica, quando è vissuta così, diventa davvero un linguaggio universale di bellezza e incontro.
All’Unitre di Cuorgnè, inoltre, corsi come questo coro e tutte le altre attività proposte rappresentano anche un importante strumento per mantenersi attivi, curiosi e “giovani dentro”, perché la partecipazione, la socialità e l’apprendimento continuo aiutano a coltivare energia, vitalità e benessere a qualsiasi età.
Giorgio Cortese- foto di Osvaldo Marchetti


