Non è certo la sua prima impresa alpinistica sulle montagne più alte del pianeta, ma è quella più ardua, con la quale ha coronato quello che definisce il sogno della sua vita.
tratto dalla Sentinella del Canavese di Ornella De Paoli
Massimo Lucco Castello, pontese, 38 anni, professione vigile urbano, lo scorso 14 dicembre ha raggiunto la vetta della montagna famosa per essere la più difficile al mondo, il Cerro Torre, che si trova in Patagonia, tra Cile e Argentina. Un’impresa portata a termine con altri due esperti alpinisti italiani, Francesco Cominetti e Marcello Salvaterra, quest’ultimo guida alpina proprio in Patagonia. La scalata, per la via denominata dei Ragni di Lecco, è avvenuta dopo una lunga marcia di avvicinamento. «Abbiamo camminato per due giorni attraversando morene, lagune, poi abbiamo scavato buchi nella neve per ripararci e riposare prima di salire, seguendo le orme di Walter Bonatti e di Carlo Mauri, i primi a tentare quella via – racconta Massimo Lucco Castello -. La salita in cordata è stata dura, difficile e impegnativa, ma l’ abbiamo affrontata in tutta tranquillità, ridendo e scherzando, favoriti anche dal bel tempo».
Il Cerro Torre è una delle vette considerate più inaccessibili benché superi di poco i 3000 metri, poiché per raggiungerla bisogna affrontare una parete di granito alta 900 metri e per raggiungere la cima bisogna scalare il “fungo” di ghiaccio e neve che la ricopre». Per scalare la vetta il vigile pontese ed i suoi compagni hanno impiegato 12 ore, ma la spedizione è durata 4 giorni. «Arrivati al Colle della Speranza si è aperto davanti a noi un mondo inimmaginabile, il terzo ghiacciaio più esteso del mondo attorniato da montagne incredibili, tra cui il Cerro Torre – continua il vigile alpinista -. Abbiamo iniziato la scalata il 14 dicembre, alle due di notte e siamo arrivati in cima verso le tre del pomeriggio. Arrivati lassù, abbiamo gridato e pianto di gioia, sotto il cielo terso, in un mondo surreale. Ancora stento a credere che tutto sia vero, che il mio sogno sia diventato veramente realtà». Rientrato a casa da qualche giorno dalla Patagonia, Massimo Lucco ha iniziato l’anno nuovo indossando nuovamente la divisa di vigile urbano ed ha ripreso servizio nelle vie di Pont. La gente che lo incontra per strada, al mercato, davanti alle scuole nell’orario di uscita degli alunni gli chiede notizie della sua avventura e di quei luoghi lontani e quale sia la sua prossima impresa alpinistica, a cui sicuramente sta già pensando.
Ornella De Paoli.
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