Semaforo verde per la diga della Val Soana, ora è caccia ai (tanti) soldi
che serviranno a realizzare un invaso fondamentale per la lotta alla siccità che sempre più spesso, complici i cambiamenti climatici, colpisce il Piemonte.
A Palazzo Lascaris si è tenuto un tavolo istituzionale e tecnico dedicato all’analisi di fattibilità del progetto per la realizzazione dell’Invaso della Valle Soana, al quale hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Matteo Marnati, il consigliere regionale Mauro Fava, il presidente dell’Unione Montana Valli Orco e Soana Marco Bonatto e una rappresentanza dei sindaci dei Comuni del territorio. Una riunione durante la quale è stato espresso il parere positivo della Regione Piemonte alla realizzazione dell’opera, un progetto di cui si parla da molti anni ma la cui realizzazione è diventata urgente alla luce delle sempre più frequenti crisi idriche come quella in corso proprio in queste settimane, contraddistinte da temperature ampiamente sopra la media e da una drammatica carenza di precipitazioni che sta mettendo in grandi difficoltà l’agricoltura e per la quale proprio la Regione sta per chiedere lo stato d’emergenza.
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La diga dovrebbe sorgere tra Pont Canavese e Ingria, in provincia di Torino. Sarà alta fino a 145 metri e potrà accogliere 35 milioni di metri cubi d’acqua (per avere un termine di confronto, si formerà un lago grande come quello di Ceresole), destinati a combattere la siccità ma anche alla produzione di energia idroelettrica. Nel 2023 il costo era stato stimato in 315 milioni di euro, cifra destinata probabilmente a salire alla luce dei recenti avvenimenti geopolitici che hanno portato alle stelle l’inflazione e il costo dei materiali. La soluzione «più idonea a garantire sostenibilità economica e tempi certi di realizzazione» è stata individuata in «modelli di finanziamento basati sulla sinergia tra settore pubblico e investitori privati». Il tavolo ha quindi deciso di avviare un percorso di confronto con tutti i soggetti interessati per condividere gli approfondimenti necessari e definire il percorso di fattibilità dell’opera.
«L’invaso della Valle Soana rappresenta una risorsa strategica multifunzionale - spiega l’assessore Matteo Marnati -. Ora il passo decisivo sarà coinvolgere i principali soggetti del settore idrico ed energetico e costruire un partenariato pubblico-privato per individuare la copertura finanziaria dell’opera». Secondo il consigliere Mauro Fava «il coinvolgimento dei principali soggetti del settore idrico ed energetico e la definizione di un partenariato pubblico-privato consentiranno di passare rapidamente dagli studi preliminari alla fase operativa».
vedi articolo originale sulla testata torino cronaca
