La guerra: quando l’uomo dimentica il valore della vita.
27 ottobre 1962. Durante la crisi di Cuba, il mondo fu vicinissimo a una guerra nucleare. Un aereo americano U-2 venne abbattuto sopra Cuba e Stati Uniti e Unione Sovietica si trovarono sul limite di uno scontro che avrebbe potuto provocare una catastrofe. Kennedy e Krusciov scelsero però il dialogo, evitando il peggio. Oggi la guerra in Ucraina ci ricorda quanto sia fragile la pace. Le tensioni tra potenze, le minacce e la presenza di armi sempre più distruttive mostrano quanto sia pericoloso lasciare che una crisi sfugga di mano. Anche la guerra del Peloponneso nacque da tensioni, paure, rivalità e alleanze che, una scelta dopo l’altra, trascinarono Atene e Sparta in un conflitto lungo e devastante. La storia cambia protagonisti e secoli, ma l’errore può essere lo stesso: credere che la guerra possa risolvere ciò che la politica e il dialogo non sono riusciti a risolvere.
Alla fine non esistono vere vittorie quando a vincere sono il lutto, la distruzione e il dolore. Si possono conquistare territori, ma non restituire una vita; si possono cambiare i confini, ma non cancellare le lacrime. La guerra è la più grande sconfitta dell’intelligenza umana: dimostra che sappiamo costruire armi capaci di distruggere il mondo, ma non sempre troviamo la saggezza necessaria per salvarlo.
Favria, 27.10.2026 Giorgio Cortese
27 ottobre 1962. Durante la crisi di Cuba, il mondo è vicino a uno scontro nucleare.
Buona giornata. A volte fare un passo indietro non significa arrendersi, ma evitare uno scontro inutile. Anche nella vita quotidiana, scegliere la calma può essere una grande forma di forza. Felice martedì.
Una Chiesa che sceglie di guardare avanti.
28 ottobre 1962. Con l’apertura del Concilio Vaticano II, la Chiesa iniziò una nuova fase della sua storia. Voluto da papa Giovanni XXIII, il Concilio non nacque per cambiare la fede, ma per rinnovare il modo di viverla e comunicarla in un mondo profondamente trasformato.
La società stava cambiando rapidamente: nuove idee, nuove tecnologie, nuovi problemi e un diverso modo di guardare alla persona stavano trasformando la vita quotidiana. La Chiesa sentì quindi il bisogno di ascoltare, dialogare e interrogarsi sul proprio rapporto con gli uomini e le donne del tempo.
Il Concilio si concluse nel 1965 e lasciò un segno profondo: maggiore attenzione alla dignità della persona, al dialogo con il mondo contemporaneo, alla pace e alla responsabilità di ogni cristiano.
Anche oggi il suo significato rimane attuale: una tradizione è davvero viva quando sa custodire ciò in cui crede, ma anche trovare il coraggio di parlare al presente. Perché crescere non significa rinunciare alle proprie radici, ma permettere loro di continuare a dare frutti.
Favria, 28.10.2026 Giorgio Cortese
28 ottobre 1962. Si apre una nuova fase nella storia della Chiesa con il Concilio Vaticano II.
Buona giornata. Cambiare non significa cancellare ciò che siamo: significa anche saper crescere conservando ciò che riteniamo importante. Felice mercoledì.
Atatürk, l’uomo che trasformò la Turchia.
29 ottobre 1923. Mustafa Kemal Atatürk proclama la Repubblica di Turchia, diventandone il primo presidente. È l’inizio di una profonda trasformazione dopo la fine dell’Impero ottomano.
Atatürk, figura centrale della storia turca del Novecento, avviò un vasto processo di modernizzazione: introdusse l’alfabeto latino, riformò l’istruzione e il sistema giuridico, favorì la laicità dello Stato e promosse una maggiore partecipazione delle donne alla vita pubblica. Le sue riforme cambiarono profondamente la società turca, anche se furono accompagnate da forti contrasti e da un sistema politico fortemente centralizzato.
La sua figura resta ancora oggi fondamentale per comprendere l’identità della Turchia moderna, ma anche discussa per il modo in cui quelle trasformazioni furono realizzate.
La storia di Atatürk ci ricorda che cambiare un Paese significa spesso affrontare il difficile equilibrio tra tradizione e modernità: il futuro nasce quando una società trova il coraggio di interrogarsi su ciò che vuole diventare.
Favria, 29.10.2026 Giorgio Cortese
29 ottobre 1923. Mustafa Kemal Atatürk proclama la Repubblica di Turchia.
Buona giornata. Ogni grande cambiamento comincia da una decisione. Anche nella nostra vita, qualche volta, il passo più difficile è semplicemente decidere di cominciare. Felice giovedì.
Halloween, tra antiche tradizioni e commercio moderno.
Halloween, celebrato il 31 ottobre, non è nato nei supermercati né nelle moderne feste in maschera. Le sue radici affondano nella tradizione celtica di Samhain, una ricorrenza legata alla fine dell’estate e all’inizio della stagione buia. Con il tempo, questa tradizione si intrecciò con le celebrazioni cristiane di Ognissanti e della commemorazione dei defunti.
Molti dei simboli che oggi associamo a Halloween – le maschere, le zucche illuminate, i fantasmi e il gusto per il macabro – sono il risultato di una lunga trasformazione culturale. La festa, soprattutto negli Stati Uniti, è poi diventata un grande fenomeno popolare e commerciale, diffondendosi in molti Paesi attraverso cinema, televisione, pubblicità e negozi.
Curiosamente, qualcosa di simile possiamo ritrovarlo anche nella nostra storia. Il Carnevale, con le sue maschere, il rovesciamento temporaneo delle regole e la possibilità di diventare per un giorno qualcun altro, affonda le proprie radici in antiche feste europee. E nella Roma antica i Saturnali permettevano per alcuni giorni di sospendere simbolicamente le gerarchie sociali, tra banchetti, giochi e festeggiamenti.
Halloween, Carnevale e Saturnali appartengono dunque a epoche e culture diverse, ma conservano un elemento comune: il bisogno umano di interrompere per qualche giorno la normalità, indossare una maschera e giocare con le proprie paure e con le regole della vita quotidiana.
Forse è proprio questo il significato più interessante di queste feste: prima ancora di diventare occasioni commerciali, nascevano dal desiderio dell’uomo di esorcizzare ciò che teme, ridere delle proprie paure e ritrovare, almeno per un momento, la libertà di essere qualcun altro.
Favria, 30.10.2026 Giorgio Cortese
30 ottobre 1961. L’Unione Sovietica fa esplodere la “Bomba Zar”, la più potente arma nucleare mai fatta esplodere.
Buona giornata. La storia mostra quanto grande possa essere il potere dell’essere umano. Ma la vera forza non sta nel distruggere, bensì nel proteggere ciò che abbiamo di più prezioso. Felice venerdì.
Ognissanti, quando il ricordo diventa presenza.
1° novembre. Ognissanti è un giorno che invita a rallentare. Le città sembrano più silenziose, i cimiteri si riempiono di fiori e davanti a una fotografia ci accorgiamo che il tempo può cambiare molte cose, ma non necessariamente l’amore.
Pensiamo a chi non è più accanto a noi: una voce, un sorriso, una mano che abbiamo stretto tante volte. Persone che appartengono al passato, ma che continuano misteriosamente a vivere nei nostri gesti, nelle parole che ripetiamo, nelle abitudini che abbiamo imparato da loro.
La morte porta via una presenza, non tutto ciò che quella presenza ha lasciato. Ci sono persone che continuano ad accompagnarci anche dopo averci lasciato, perché una parte di loro è entrata nella nostra storia e ormai ne fa parte per sempre.
Ognissanti non è soltanto memoria della morte. È anche una riflessione sulla vita: su quanto sia prezioso il tempo che abbiamo, sulle parole che rimandiamo, sugli abbracci che dovremmo dare senza aspettare un’occasione speciale.
E forse il senso più profondo di questo giorno non è chiedersi dove siano quelli che abbiamo perduto, ma dove siano rimasti dentro di noi. Forse sono in quel modo particolare con cui pronunciamo una parola, in una canzone che ci riporta indietro nel tempo, in un gesto che facciamo senza sapere da chi lo abbiamo imparato.
La morte interrompe una voce, ma non necessariamente il dialogo. A volte continuiamo a parlare con chi non c’è più nel silenzio delle nostre giornate, nelle decisioni che prendiamo, nei ricordi che improvvisamente riaffiorano.
E allora forse ricordare non significa voltarsi continuamente verso ciò che è stato. Significa portarlo con sé senza lasciarsi fermare. Chi abbiamo amato non vive più nel tempo che ci è stato tolto, ma nel tempo che, grazie a loro, scegliamo ancora di vivere.
Favria, 31.10.2026 Giorgio Cortese
31 ottobre 1517. Martin Lutero presenta le sue 95 tesi, dando impulso alla Riforma protestante.
Buona giornata. Un’idea può cambiare la storia quando qualcuno trova il coraggio di esprimerla. Anche nella vita quotidiana, avere il coraggio di dire ciò che pensiamo può aprire nuove strade. Felice sabato.
Ottobre saluta, novembre arriva.
Ottobre si congeda piano,
tra foglie d’oro e luce ormai più lieve,
lascia un respiro caldo nella mano
e un cielo che di malinconia si beve.
Novembre viene, silenzioso e umano,
con nebbie leggere e un passo breve;
porta nel cuore un tempo più lontano,
ma anche una speranza che non deve.
Salutiamo ottobre senza rimpianto,
ogni stagione ha il suo momento vero;
e mentre il giorno si fa più lento,
accogliamo novembre, umile e sincero.
Perché la vita cambia il suo vestito,
ma sotto ogni stagione batte il cuore.
Giorgio Cortese
Novembre, quando la memoria cammina nella nebbia.
Novembre arriva in silenzio, con le mattine avvolte nella nebbia, le foglie ai bordi delle strade e i tramonti sempre più precoci. È il mese in cui la natura rallenta e sembra invitarci a fare altrettanto.
Il suo nome viene dal latino november, da novem, nove: era infatti il nono mese del calendario romano, che iniziava a marzo. Una parola antica che è rimasta mentre il calendario cambiava.
I primi giorni portano Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti. I cimiteri si riempiono di fiori e lumini e la memoria torna a cercare i volti di chi non c'è più. Non è soltanto tristezza: ricordare significa riconoscere che alcune persone continuano a vivere dentro di noi.
Anche Halloween, con le sue zucche e le sue maschere, conserva il ricordo di antiche tradizioni legate al passaggio tra la luce e la stagione oscura. Il tempo ha trasformato la paura in gioco, dimostrando ancora una volta che le tradizioni cambiano senza necessariamente scomparire.
Poi c'è la natura di novembre: la nebbia che nasconde i paesaggi, il vento che porta via le ultime foglie, i rami spogli contro il cielo. E qualche volta arriva l'estate di San Martino, una breve parentesi di sole prima dell'inverno. Novembre ci ricorda che non tutto ciò che cade è perduto. Le foglie diventano terra, i ricordi diventano parte della nostra storia, le stagioni finiscono per lasciare spazio ad altre. Forse è questo il suo insegnamento più semplice e profondo: anche quando la natura sembra spogliarsi di tutto, la vita continua a preparare, nel silenzio, la sua prossima primavera.
Favria, 1.11.2026 Giorgio Cortese
1 novembre 1952. Gli Stati Uniti fanno esplodere la prima bomba all’idrogeno nelle Isole Marshall.
Buona giornata. La tecnologia può dare all’uomo un potere enorme; ciò che conta è sempre come decidiamo di usarlo. Felice domenica.
Beagle, il segugio dal cuore tenero.
Piccolo nel nome, grande nella storia. Il Beagle, con gli occhi dolci e il musetto irresistibile, è oggi uno dei cani più amati nelle nostre case. Ma dietro quell'aria da eterno cucciolo vive l'antico segugio delle campagne inglesi.
Anche l'origine del nome è incerta: potrebbe derivare dal francese antico beegueule, riferito alla sua voce sonora, oppure dal celtico beag, «piccolo». Una curiosità che ben descrive la sua taglia, non certo la sua importanza.
La sua storia risale al Medioevo, quando piccoli segugi venivano utilizzati per la caccia alla lepre e al coniglio. Seguivano le piste in mute, guidandosi con un olfatto straordinario e con il caratteristico abbaiare, che permetteva ai cacciatori di seguirli anche quando scomparivano alla vista.
Nell'Ottocento la razza venne selezionata più sistematicamente, fino ad assumere le caratteristiche del Beagle moderno. Poi arrivò la fama mondiale con Snoopy, il celebre bracchetto dei Peanuts, che ne ha fatto un'icona. Ancora oggi, durante una passeggiata, basta un odore interessante perché l'antico segugio torni a farsi sentire: naso a terra, attenzione concentrata e improvvisa voglia di esplorare.
Per questo il Beagle non è soltanto un cane da compagnia. Ha bisogno di movimento, giochi e stimoli, soprattutto olfattivi. Ama la famiglia e la compagnia, ma porta con sé un'indole indipendente e curiosa. Piccolo nel corpo, dunque, ma grande nella storia, nel carattere e nell'affetto che sa regalare.
Favria, 2.11.2026 Giorgio Cortese
2 novembre 1947. Il gigantesco aereo Hughes H-4 Hercules compie il suo unico volo.
Buona giornata. Anche ciò che sembra troppo grande per essere realizzato può diventare possibile quando dietro c’è qualcuno disposto a provarci. Felice lunedì.
SERVE SANGUE. SERVI TU!
VENERDÌ
27 NOVEMBRE 2026° a FAVRIA
– CORTILE INTERNO DEL COMUNE
Ore 8.00–11.20. NON ASPETTARE CHE SIA TROPPO TARDI. VIENI A DONARE!
Il tuo sangue può salvare una vita. Oggi puoi fare la differenza: dona!
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