Se ne stava accoccolata sulla sua poltrona preferita, tutta raccolta su se stessa, con gli occhi socchiusi e le zampe ben nascoste sotto il pelo morbido. Era il suo momento di tranquillità.
Ma quella mattina Tardellina sembrava avere un programma diverso.
A un tratto sollevò la testa, tese le orecchie e guardò verso la porta: «Miao… miao!»
Franca, che conosceva ormai tutti i suoi miagolii, si voltò: «Che c’è, Tardellina? Vuoi uscire?»
La gatta rispose con un altro miagolio, questa volta più deciso, e cominciò a gironzolare vicino alla porta.
Beppe, sentendo la scena, sorrise: «Ormai è inutile trattenerla. Deve fare il suo giro!»
Franca aprì la porta e Tardellina uscì con passo elegante, si fermò un istante sul vialetto, annusò l’aria e poi partì.
Il suo giro quotidiano la portava tra le case dei vicini, lungo i sentieri che costeggiavano i boschi. Era un percorso che conosceva bene: ogni albero aveva il suo odore, ogni cespuglio il suo segreto.
Tardellina avanzava silenziosa, con quella sicurezza tipica dei gatti che sembrano conoscere il mondo molto meglio degli uomini.
Il suo nome, del resto, non era nato per caso, quando era arrivata in casa come trovatella, tutti avevano pensato che fosse un maschio e, in onore del grande giocatore juventino Tardelli, avevano deciso di chiamarla Tardelli. Poi, un giorno, la scoperta: «Ma… è una femmina!»
E così, con un sorriso e un po’ di fantasia, Tardelli diventò Tardellina.
Quella mattina, però, nessuno avrebbe potuto immaginare l'avventura che l'attendeva.
Nel bosco, tra le foglie secche, qualcosa si mosse.
Tardellina si fermò, le pupille si fecero sottili, un fruscio e poi un altro.
La gatta avanzò lentamente, abbassando il corpo quasi fino a sfiorare il terreno.
E improvvisamente… scattò!
Tra le foglie apparve un serpente che cercò rapidamente di allontanarsi.
Ma Tardellina fu più veloce.
Dopo qualche istante il bosco tornò silenzioso e Tardellina riprese la strada di casa.
Questa volta, però, aveva qualcosa in bocca.
Quando arrivò davanti alla porta, Franca stava sistemando alcune cose in casa.
Sentì un rumore, guardò fuori e rimase senza parole: «Beppe… vieni a vedere!»
Beppe arrivò di corsa: «Che succede?»
Franca indicò Tardellina, la gatta era lì, tranquilla, seduta davanti alla porta, con il suo trofeo tra i denti.
Beppe spalancò gli occhi: «Ma… quello è un serpente!»
Tardellina lasciò cadere la sua preda, alzò la testa e guardò i suoi padroni come se nulla fosse successo.
Quasi volesse dire: «Ho fatto il mio giro. E vi ho portato anche un regalo.»
Franca la prese tra le braccia, ancora incredula: «Tardellina, ma dove sei andata? E cosa hai combinato?»
La gatta fece semplicemente: «Miao.»
Poi si accoccolò tranquilla, come se quella piccola avventura fosse stata soltanto una normale passeggiata.
Beppe guardò Franca e scoppiò a ridere: «Altro che Tardellina… questa è una vera campionessa!»
Tardellina, soddisfatta, tornò sulla sua poltrona, quella era casa sua e il bosco poteva aspettare.
Nella vita quotidiana chi torna a casa con un piccolo trofeo nel cuore non porta soltanto una preda: porta la gioia di essere tornato dai suoi cari.
