San Giorgio in Valperga, trent’anni di cultura a cura di Giorgio Cortese.
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San Giorgio in Valperga, trent’anni di cultura a cura di Giorgio Cortese.

Valperga, 13 settembre 2026. Trentennale dell’Associazione Amici di San Giorgio

Trent’anni di impegno, ricerca e passione per restituire alla comunità uno dei suoi più preziosi tesori. Ieri pomeriggio, nella suggestiva chiesa di San Giorgio a Valperga, l’Associazione Amici di San Giorgio ha celebrato il trentennale della fondazione con un incontro di grande spessore culturale, dedicato alla storia del monumento, ai restauri, alle ricerche e alle prospettive di conservazione e valorizzazione.

Un appuntamento che ha riunito autorità istituzionali, studiosi, professionisti e appassionati, offrendo al pubblico l’occasione di ripercorrere un cammino iniziato nel 1996 e capace di trasformare un patrimonio a rischio in un luogo vivo di conoscenza, arte e fede.

La presenza delle istituzioni ha testimoniato l’importanza dell’attività svolta dall’associazione per il territorio. Sono intervenuti l’onorevole Augusta Montaruli, il consigliere regionale e presidente della Commissione Cultura Paola Antonetto, il sindaco di Valperga Valter Sandretto, la consigliera comunale Luisa Mai, il presidente dell’Unione Montana Val Gallenca Piero Rolando Perino, la presidente del Rotary Club Cuorgnè e Canavese Nicoletta Bellin e don Claudio Baima Rughet, in rappresentanza della Diocesi.

Ad aprire l’incontro è stata Antonietta Mancuso, che ha aperto il pomeriggio ricordando la figura del senatore Giorgio Anselmi, protagonista del salvataggio della chiesa nel Novecento.

Antonietta Mancuso ha riportato i presenti al 18 ottobre 1953, giorno della riapertura della chiesa dopo i restauri voluti dal senatore Anselmi. Attraverso le testimonianze dei bollettini parrocchiali ha restituito il clima di gratitudine di Valperga verso il suo illustre cittadino, ricordandone anche la generosità verso il Comune, la Chiesa e le istituzioni assistenziali. Un racconto che ha assunto il valore di una premessa storica: l’impegno di Anselmi non fu soltanto un intervento di recupero, ma il seme da cui sarebbero germogliate nuove iniziative di studio e valorizzazione.

Il presidente Livio Frasca ha ripercorso le tappe fondamentali dell’associazione, nata il 22 novembre 1996, dedicando un commosso riconoscimento ai soci fondatori, ai componenti dei direttivi che si sono succeduti e a quanti hanno contribuito alla crescita del sodalizio.

I numeri di un impegno straordinario in trent’anni di attività Euro 800.000 i contributi ricevuti per restauri e conservazione.

Il Presidente Frasca ha illustrato il duplice obiettivo dell’associazione: conservare il monumento e promuoverne la conoscenza attraverso pubblicazioni, visite guidate, attività didattiche, mostre e concerti. Un lavoro reso possibile anche dal sostegno della Fondazione CRT, della Compagnia di San Paolo e della Regione Piemonte, insieme alla collaborazione di enti, istituzioni e realtà del territorio. Il Presidente nel suo intervento ha ricordato inoltre il recupero degli affreschi e degli arredi, le numerose pubblicazioni, le collaborazioni con le scuole e i concerti giunti nel 2026 alla XXVI edizione. Un patrimonio di iniziative che ha portato San Giorgio ben oltre i confini locali, fino alla presentazione del percorso dell’associazione alla Camera dei Deputati, nel luglio 2025.

Particolarmente sentito il ricordo del primo presidente, Mario Pent, promotore di tante iniziative e figura centrale nella storia del sodalizio.

Il dottor Giovanni Bertotti ha approfondito il rapporto tra il padre, Giorgio Anselmi, e la chiesa di San Giorgio, attraverso fotografie storiche, documenti d’archivio e testimonianze che hanno permesso di ricostruire le vicende del monumento. Bertotti ha ricordato come l’edificio, dopo secoli di abbandono e trasformazioni, sia stato salvato grazie all’impegno di Anselmi, che ne documentò lo stato prima dei restauri e ne raccontò la storia nel volume pubblicato nel 1943. Un contributo prezioso per comprendere quanto la ricerca storica sia indispensabile alla tutela e alla conoscenza del patrimonio.

Don Domenico Catti ha invece posto al centro il significato spirituale degli affreschi, frutto di un lungo lavoro di studio e approfondimento. La sua ricerca, confluita nel volume: La Catechesi Medievale nella chiesa di San Giorgio, invita a leggere le immagini non soltanto come testimonianze artistiche, ma come un percorso di fede.

Le scene della vita di Cristo, dall’Incarnazione alla Passione, diventano così una catechesi visiva capace di parlare anche all’uomo contemporaneo. Un messaggio che don Catti ha condiviso nel tempo con visitatori e gruppi provenienti anche dall’estero, sottolineando la vocazione della chiesa a essere luogo di incontro tra arte, storia e spiritualità.

Particolarmente significativo l’intervento della dottoressa Lea Ghedin, restauratrice di beni culturali, che ha illustrato le delicate problematiche conservative della chiesa, mostrando come il trascorrere dei secoli, l’umidità e gli interventi del passato abbiano modificato le superfici dipinte.

Ghedin ha spiegato che restaurare non significa semplicemente rendere bello un monumento, ma rispettarne la storia, distinguendo le testimonianze originali dalle trasformazioni successive. Ciò che è andato perduto non può essere ricreato arbitrariamente: ogni intervento deve salvaguardare l’autenticità dell’opera. La dottoressa ha inoltre richiamato l’attenzione sulla fragilità degli affreschi esposti agli agenti atmosferici e sull’importanza della manutenzione, della ricerca e delle nuove tecnologie, che possono consentire ricostruzioni virtuali senza alterare le superfici originali.

Un messaggio rivolto anche alle nuove generazioni: conoscere il patrimonio significa imparare a riconoscerne il valore e assumersi la responsabilità di proteggerlo.

L’ingegner Piero Vacca Cavalotto ha ripercorso il cammino della ricerca storica e culturale sviluppata dagli Amici di San Giorgio, ricordando il contributo dei soci, le pubblicazioni, le indagini negli archivi e le collaborazioni con studiosi e associazioni del territorio. Il socio ricercatore storico degli Amici di San Giorgio ha evidenziato come lo studio della chiesa abbia aperto nuove prospettive sulla storia di Valperga, del castello, delle famiglie signorili e del territorio circostante. Le ricerche hanno consentito di ricostruire vicende dimenticate, chiarire passaggi storici e valorizzare documenti, opere e oggetti che rischiavano di essere perduti. Dalle prime iniziative fotografiche alle pubblicazioni, dalle visite guidate alle ricerche più recenti, Vacca Cavalotto ha sottolineato il valore della conoscenza condivisa e la ricchezza dei rapporti umani e professionali nati attorno all’associazione.

Un percorso che continua ad alimentarsi di nuove domande e nuove scoperte, come dimostra il volume Liberatrix Fidelium, dedicato alla vita e alle opere di padre Bonaventura Relli da Palazzolo Vercellese, presentato nei giorni scorsi.

L’architetto Giovanni Milone ha illustrato gli interventi di restauro e le nuove opere previste, sottolineando l’importanza di tecniche moderne capaci di proteggere gli edifici dall’umidità e di valorizzare gli affreschi grazie a una migliore qualità dell’illuminazione. Ha annunciato l’avvio di importanti lavori, resi possibili anche dallo stanziamento del Comune, a partire dal rifacimento delle coperture e dalla messa in sicurezza delle strutture. Particolare attenzione sarà dedicata agli impianti, danneggiati dall’incendio, e alla nuova destinazione degli spazi. L’obiettivo è affidare agli Amici di San Giorgio una gestione più ampia del complesso, con ambienti destinati alle associazioni e una parte ad alloggio. «Dobbiamo trovare tutti i modi per proteggere il patrimonio», ha sottolineato Milone, ribadendo la necessità di prevenire nuovi rischi e di evitare materiali facilmente infiammabili.

A impreziosire il pomeriggio è stata la violinista Alessia Cargnino, che ha accompagnato l’incontro con quattro celebri pagine musicali: il Canone di Pachelbel, l’Ave Maria di Schubert, l’Aria sulla quarta corda di Bach e Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone.

Le esecuzioni hanno creato un’atmosfera di raccoglimento e bellezza, valorizzando ulteriormente la suggestione della chiesa e offrendo un momento di intensa partecipazione emotiva.

Il trentennale degli Amici di San Giorgio ha dimostrato che la cultura non è un esercizio riservato agli studiosi, ma un bene comune che cresce attraverso la partecipazione, la ricerca e la cura.

L’impegno dei relatori, la competenza dei professionisti e la dedizione dei soci hanno restituito alla comunità una parte importante della propria storia, mostrando come la tutela del patrimonio possa diventare occasione di crescita civile e culturale.

A tutti loro va il più sentito ringraziamento per aver condiviso conoscenze, esperienze e passione. Un grazie particolare al Presidente Livio Frasca e a quanti, in questi trent’anni, hanno lavorato con generosità per San Giorgio.

Perché una chiesa salvata è molto più di un monumento recuperato: è una memoria che continua a parlare, una bellezza che unisce le generazioni e una promessa di futuro per tutta la Comunità.

A chiudere il pomeriggio, un momento conviviale ha riunito relatori, autorità, soci e pubblico. Al termine della conferenza, gli Amici di San Giorgio e la Pro Loco di Valperga-Belmonte hanno offerto un rinfresco, occasione semplice e cordiale per proseguire gli incontri e condividere ancora qualche momento di conversazione attorno alla storia e alla cultura del territorio.

Giorgio Cortese

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