San Giorgio in Valperga canta, il Coro Gran Paradiso conquista il pubblico di Giorgio Cortese.
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San Giorgio in Valperga canta, il Coro Gran Paradiso conquista il pubblico di Giorgio Cortese.

Una chiesa gremita, le voci del Coro Gran Paradiso e una domenica nel segno della fede, della musica e della tradizione. San Giorgio in Valperga ha chiuso la stagione dei concerti con un pomeriggio musicale che ha coinvolto il pubblico, riunendo circa 80 persone nella suggestiva cornice della storica chiesa.

La giornata di domenica 27 settembre era iniziata già al mattino, alle 11, con la Santa Messa nella solennità di Maria Liberatrice, celebrata presso lo storico altare, in sostituzione della consueta Messa festiva delle 9.30 nella chiesa parrocchiale. Al centro della devozione valperghese rimane l’icona della Liberatrix Fidelium, custodita nella chiesa, attorno alla quale si rinnova una tradizione religiosa profondamente radicata nella Comunità.

Nel pomeriggio, invece, è stata la musica a prendere il posto d’onore. Le voci del Coro Gran Paradiso hanno riempito la navata con canti alpini, melodie piemontesi e brani della tradizione popolare, nell’appuntamento promosso dall’Associazione Amici di San Giorgio in Valperga ETS, con il patrocinio del Comune.

Un concerto che ha saputo conquistare il pubblico fin dalle prime note, alternando momenti di grande partecipazione a brani capaci di riportare alla memoria suoni e atmosfere della tradizione.

Il Coro Gran Paradiso è nato 58 anni fa dall’incontro di alcuni amici accomunati dalla passione per la montagna e per il canto. Da quelle prime esperienze è cresciuto un gruppo che nel tempo ha ampliato il proprio repertorio, dai canti alpini alle melodie popolari piemontesi, fino ad altre espressioni della coralità.

Alla guida del coro c’è Giovanni Usai, direttore dal 2009, affiancato dal 2020 da Walter Balagna. Quasi sei decenni di attività hanno costruito un patrimonio musicale nel quale esperienza, preparazione e affiatamento si uniscono al piacere di cantare insieme. All’appuntamento ha partecipato anche Elisabetta Giannone, mentre la presentazione del pomeriggio musicale è stata affidata all’avvocato Giuseppe Niedda.

Nel suo intervento, Niedda ha proposto una riflessione sul significato della musica e sulle sue origini, partendo dalla voce umana.

«La musica è un'attività sociale dell'uomo,  ha spiegato,  che si sviluppa dove trova uno spazio che la lascia esprimersi. È lo sviluppo naturale dell'accento che la passione conferisce alla voce umana. Quando gli uomini hanno cominciato a parlare, non pensavano sicuramente che la voce avrebbe dato tante possibilità, ma con il tempo questa possibilità si è affinata e sono venute fuori delle canzoni molto belle, un modo anche di confrontarsi con gli altri, di trovare un rapporto umano».

Un viaggio nella storia della musica che ha portato Niedda a ricordare anche la tradizione greca: «Le muse erano nove protettrici delle arti. È singolare che dal significato di musa sia sorta la parola musica, che rappresenta quindi una sintesi di tutte le arti presenti nella tradizione greca». Dal pentagramma, con i suoi elementi fondamentali: «altezza, durata, intensità e timbro» alla musica popolare, il relatore ha quindi sottolineato l'importanza della tradizione e della sua conservazione.

Un passaggio particolare è stato dedicato a Costantino Nigra, «nostro concittadino di Castelnuovo», che ha avuto un ruolo importante nella raccolta e nella valorizzazione del canto popolare e polivocale.

«Il canto polifonico,  ha sottolineato Niedda,  ha trovato nei nostri amici del Coro Gran Paradiso degli interpreti appassionati e di una lunga tradizione. Se si pensa che questo coro è stato fondato tanti anni fa e ha continuato, certo i cantori di allora non sono quelli di oggi, ma una funzione, una passione per la musica che è durata così tanti anni ha un significato importante».

Una continuità che, secondo Niedda, racconta soprattutto una storia di persone: «Significa che delle persone si sono incontrate e hanno inteso regalare agli altri delle parole, dei suoni, una musica che fa bene al cuore».

Da qui la riflessione sul valore della musica come strumento capace di superare divisioni e distanze: «La musica unisce le persone. Quando si canta insieme o si suona insieme si superano degli steccati importanti, anche dannosi e gravi. Questo ci spiega quanto la musica sia una componente importante della convivenza umana».

Un pensiero che ha assunto un respiro universale: «Come sarebbe bello vedere cantare insieme russi e ucraini, palestinesi e israeliani, americani e iraniani. Come si supererebbero tutte queste difficoltà e queste guerre che ci sono nel mondo?».

Niedda ha quindi concluso con un ringraziamento al coro, affidando proprio alla musica un messaggio di serenità: «La musica, in tutti i modi in cui si è espressa, dalla musica lirica a quella popolare, contribuisce a unire le persone e comunicare loro un poco di felicità».

E proprio felicità, emozione e condivisione sono state le parole che meglio hanno accompagnato il pomeriggio. I canti del Coro Gran Paradiso hanno suscitato entusiasmo e commozione, regalando al pubblico un viaggio nella tradizione e nella memoria collettiva.

Con questo appuntamento si è conclusa la stagione dei concerti nella chiesa di San Giorgio, inserita nel calendario delle iniziative legate alla festività di Maria Liberatrice. Una stagione che ha confermato la volontà dell’Associazione Amici di San Giorgio in Valperga ETS di valorizzare la storica chiesa attraverso musica, cultura e momenti di incontro.

Al termine del concerto, l’atmosfera si è fatta ancora più conviviale con il rinfresco offerto dall’Associazione, occasione per artisti, organizzatori e pubblico di fermarsi ancora insieme e condividere qualche momento di cordialità.

Un grazie particolare va al Coro Gran Paradiso, che ha regalato a San Giorgio un piacevole pomeriggio settembrino fatto di musica, tradizione ed emozioni, e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita degli appuntamenti.

San Giorgio dà così appuntamento alla prossima stagione dei concerti, con la sua antica chiesa ancora una volta pronta ad accogliere musica, cultura e quella comunità che, attraverso questi appuntamenti, continua a far vivere un patrimonio prezioso del territorio.

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