L'estate,
per molti, è il tempo delle vacanze. Delle passeggiate tra i boschi, delle
giornate senza orologio e delle fotografie che riempiono il telefono.
Ma a
volte, basta un attimo perché una giornata qualunque diventi indimenticabile.
Era una luminosa mattina di inizio agosto in Val Soana.
Luca e Sara, fidanzati da qualche anno, stavano trascorrendo alcuni giorni di vacanza nella vecchia baita dei nonni. Il sole illuminava le cime delle montagne, il torrente scorreva impetuoso poco distante e il profumo dei larici rendeva quell'angolo di paradiso ancora più speciale.
Seduti su una panchina di legno davanti alla baita, sorseggiavano il caffè del mattino.
Come accade quasi senza accorgersene, entrambi avevano il cellulare tra le mani.
Luca scorreva distrattamente i social, Sara faceva lo stesso.
Fotografie di amici al mare, video divertenti, paesaggi, ricette e pubblicità.
Un post dopo l'altro. Poi, quasi nello stesso istante, i loro pollici si fermarono.
Sul display di entrambi comparve lo stesso messaggio della FIDAS.
"L'estate non mette in pausa il bisogno di sangue. Prenota la tua donazione."
Sara alzò gli occhi: «Guarda... è comparso anche a te?»
Luca sorrise: «Sì... stavo quasi per scorrere oltre.»
Rimasero qualche secondo in silenzio.
«Sai una cosa?» disse Sara.
«Dimmi.»
«Ogni volta che vedo questi appelli penso sempre che dovrei iniziare a donare.»
«Anch'io.»
«E poi?»
«Poi trovo sempre una scusa.»
Sara sospirò: «Il lavoro... gli impegni... la fretta...»
«In realtà» rispose Luca «non ci è mai mancato il tempo. Ci è mancata la decisione.»
Quelle parole rimasero sospese nell'aria. Il rumore del torrente sembrava accompagnare quel momento di riflessione.
Luca tornò a guardare il telefono: «Sai cosa mi ha colpito di quel post?»
«Cosa?»
«Che mentre noi stiamo scegliendo il sentiero da percorrere oggi, c'è qualcuno che sta aspettando una trasfusione per poter continuare a vivere.»
Sara abbassò lentamente il cellulare: «Noi siamo qui perché abbiamo scelto una vacanza.»
Poi aggiunse, con un filo di voce: «Ma c'è chi darebbe qualsiasi cosa semplicemente per tornare a casa.»
Luca la guardò negli occhi, non servivano altre parole.
Aprì il numero indicato nel post: «Buongiorno... vorremmo prenotare la nostra prima donazione.»
Quando chiuse la telefonata sorrise.
«Fra due giorni scendiamo in pianura.»
Sara gli strinse la mano: «Sarà la giornata più bella delle nostre vacanze.»
La mattina della donazione partirono presto, lasciarono alle spalle il silenzio della montagna e percorsero i tornanti che dalla Val Soana portano verso la pianura.
Durante il viaggio parlavano poco, l'emozione era tanta.
Entrando nel punto di raccolta furono accolti con un sorriso da alcuni volontari: «Benvenuti! È la vostra prima donazione?»
«Sì.»
«Allora grazie. Oggi fate un regalo a persone che probabilmente non incontrerete mai. Ma fate un regalo anche a voi stessi.»
Luca rimase incuriosito.
La volontaria spiegò che prima di ogni donazione viene effettuata una visita medica, con il controllo della pressione, dell'emoglobina e un colloquio con il medico. Inoltre, periodicamente, vengono eseguiti esami del sangue che aiutano il donatore a monitorare il proprio stato di salute.
«Donare significa aiutare gli altri, ma anche prendersi cura di sé.»
Poi aggiunse qualcosa che li colpì profondamente.
«Una sola donazione di sangue intero può aiutare fino a tre persone. I globuli rossi vengono utilizzati per pazienti operati o vittime di gravi emorragie, il plasma serve per curare diverse malattie e per produrre farmaci salvavita, mentre le piastrine sono indispensabili per chi affronta leucemie e tumori. In meno di dieci minuti potete offrire tre possibilità di continuare a vivere.»
Sara sentì gli occhi inumidirsi.
«Non pensavo che un gesto così semplice potesse avere un valore così grande.»
La donazione durò pochi minuti.
Molto meno del tempo trascorso ogni giorno davanti allo schermo di un telefono.
Eppure quei pochi minuti cambiarono il loro modo di vedere le cose. Terminato il prelievo furono accompagnati nell'area ristoro. Trovarono sorrisi, caffè, panini e merendine confezionate, parole gentili e persone che parlavano come vecchi amici.
Un volontario del direttivo si avvicinò.
«Complimenti e benvenuti nella famiglia FIDAS.»
Parlarono a lungo.
Prima di salutarli disse una frase che rimase nel loro cuore: «Il sangue che donate non porta il vostro nome. Ma porterà speranza a qualcuno che, forse proprio oggi, sta aspettando una nuova possibilità di vivere.»
Nella tarda mattinata risalirono verso la Val Soana, le montagne erano sempre lì, il torrente continuava a scorrere, i boschi erano gli stessi. Ma Luca e Sara non erano più gli stessi.
Dopo qualche chilometro Luca ruppe il silenzio: «Sai una cosa?»
«Dimmi.»
«Pensavo che il ricordo più bello di questa vacanza sarebbe stata una fotografia delle montagne.»
Sara sorrise: «E invece?»
«Invece sarà il sorriso con cui siamo usciti da quel centro di donazione.»
Lei gli prese la mano: «Oggi non siamo semplicemente scesi dalla montagna.»
«No.»
«Siamo scesi per regalare speranza.»
Luca annuì: «E credo che sia stata la giornata più bella della nostra estate.»
Perché una vacanza regala ricordi, una donazione può regalare il futuro, forse anche tu, in questi giorni, stai facendo scorrere distrattamente i post sul tuo telefono. Tra una fotografia e un video potrebbe comparire un invito a donare sangue, non lasciarlo passare. Fermati un istante, prenota la tua donazione, Per te sarà poco più di mezz'ora del tuo tempo. Per qualcuno potrà essere una nuova alba, un compleanno da festeggiare, un abbraccio da vivere. A volte il viaggio più importante dell'estate non porta verso una meta, porta semplicemente verso qualcuno che ha bisogno di te.
