Quel pomeriggio d’autunno, il nonno Ulderico passeggiava nel bosco con la nipotina Silvia. Le foglie dorate volteggiavano nell’aria e, tra i rami di una grande quercia, un piccolo scoiattolo correva avanti e indietro, stringendo una ghianda tra le zampette.
Silvia si fermò incuriosita e chiese: «Nonno, perché quello scoiattolo corre così tanto? Sembra che abbia sempre qualcosa da fare!»
Ulderico sorrise e rispose: «Perché si sta preparando all’inverno, tesoro. Quando arriverà il freddo e il bosco sarà coperto di neve, trovare da mangiare sarà più difficile. Così raccoglie ghiande, nocciole e semi, nascondendoli in tanti piccoli nascondigli.»
La bambina osservò l’animaletto che scavava una buchetta ai piedi di un albero.
«Ma nonno, come farà a ricordarsi dove ha nascosto tutto? Non rischia di dimenticarsene?»
«Certo, qualche volta succede. Ma la natura è piena di sorprese: alcuni semi dimenticati germoglieranno in primavera e diventeranno nuove piante. Così, anche senza saperlo, lo scoiattolo aiuterà il bosco a crescere.»
Silvia sorrise, poi indicò la grande coda vaporosa dell’animaletto: «E quella a cosa serve? È così bella!»
«È molto più utile di quanto immagini. Lo protegge dal freddo come una coperta, lo aiuta a mantenere l’equilibrio quando salta da un ramo all’altro e, nelle giornate calde, può persino aiutarlo a disperdere il calore. Per questo gli antichi greci chiamavano lo scoiattolo skiouros, un nome formato da parole che richiamano l’ombra e la coda: come se fosse un piccolo animale capace di farsi ombra da solo.»
Silvia rimase pensierosa per qualche istante, poi domandò: «Nonno, ma noi esseri umani dobbiamo prepararci all’inverno come lui?»
Ulderico le prese dolcemente la mano: «Sì, Silvia, ma non soltanto mettendo da parte ciò che ci servirà nei giorni freddi. Dobbiamo prepararci anche dentro di noi. Conservare un po’ di pazienza per quando saremo stanchi, un po’ di coraggio per quando avremo paura e tanto affetto da donare quando qualcuno si sentirà solo.»
La bambina abbassò lo sguardo sulle foglie che ricoprivano il sentiero: «Allora anche la gentilezza si può mettere da parte, nonno?»
«Non proprio, piccola mia. La gentilezza è diversa dalle ghiande: più la doni, più può crescere. E, proprio come quei semi dimenticati nel terreno, anche un piccolo gesto d’amore può mettere radici nel cuore di qualcuno e fiorire molto tempo dopo.»
In quel momento, lo scoiattolo scomparve tra i rami, lasciando oscillare la sua coda come una piccola bandiera rossa contro il cielo autunnale.
Silvia strinse la mano del nonno e ripresero a camminare.
L’inverno sarebbe arrivato, con il suo freddo e le sue giornate corte. Ma la bambina aveva appena scoperto che esistono provviste che nessuna stagione può consumare: la memoria delle cose belle, la speranza e l’amore ricevuto.
E Ulderico, guardandola sorridere, pensò che forse il segreto della vita fosse proprio questo: prepararsi al domani senza smettere di seminare felicità oggi.
