Il respiro della musica nella Collegiata: Organalia incanta Cuorgnè La Collegiata di San Dalmazzo ha accolto venerdì sera, 26 giugno, il 14° appuntamento di Organalia 2026, regalando al numeroso pubblico un viaggio musicale di grande intensità tra il repertorio classico e suggestioni contemporanee. Protagonisti della serata sono stati l’organista Paolo Tarizzo e il flautista Danilo Putrino, interpreti di un programma raffinato che ha saputo mettere in dialogo epoche e linguaggi diversi, valorizzando lo storico organo Carlo Vegezzi Bossi del 1894 custodito nella chiesa cuorgnatese.
L’evento si è aperto con i saluti del parroco don Claudio Rughet, dell’assessore alla Cultura del Comune di Cuorgnè Laura Ronchietto Silvano e di Edgardo Pocorobba, ideatore e anima della rassegna Organalia.
L’assessore Ronchietto Silvano ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e del sindaco Giovanna Cresto, sottolineando il valore della collaborazione tra Comune e parrocchia.
«Ringrazio innanzitutto don Claudio che ha messo a disposizione la nostra bellissima Collegiata e soprattutto il suo organo. Uno strumento di questa importanza ha bisogno di essere suonato non soltanto durante le celebrazioni liturgiche, ma anche in occasioni come questa, che permettono di farne conoscere tutta la ricchezza musicale e di valorizzare un patrimonio appartenente all’intera comunità».
Edgardo Pocorobba ha invece ricordato il profondo legame tra Organalia e Cuorgnè, riportando alla memoria un momento significativo della storia della rassegna.
«Nel 2011, ha raccontato, proprio su questo organo abbiamo registrato uno dei quattro CD del cofanetto promosso dalla Provincia di Torino in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Fu un progetto importante, che coinvolse numerosi strumenti storici del territorio e contribuì a valorizzare il patrimonio organario piemontese».
Pocorobba ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento agli artisti Danilo Putrino e Paolo Tarizzo, al Rotary Club Cuorgnè e Canavese, partner dell’iniziativa, e a tutti coloro che, con il loro sostegno, permettono alla manifestazione di proseguire da oltre venticinque edizioni.
Il concerto ha preso il via con il maestoso Corale n. 3 in La minore di César Franck, autentico vertice della letteratura organistica, interpretato da Paolo Tarizzo con grande sensibilità espressiva. Il pubblico è stato poi piacevolmente sorpreso da Cornfield Chase, celebre pagina composta da Hans Zimmer per la colonna sonora del film Interstellar, proposta nella trascrizione per organo di Richard McVeigh: un incontro riuscito tra il linguaggio cinematografico contemporaneo e la voce solenne dello strumento.
La prima parte si è conclusa con uno dei monumenti assoluti della musica per organo, la Passacaglia e Fuga in Do minore BWV 582 di Johann Sebastian Bach, eseguita con rigore e straordinaria intensità.
Nella seconda parte il flauto traverso di Danilo Putrino si è unito all’organo in un raffinato dialogo musicale attraverso la Sonata in Sol maggiore di Georg Philipp Telemann, il brillante Capriccio op. 112 “Il vento” di Giulio Briccialdi e The Illusion, fantasia su Norma di Anton Bernhard Fürstenau, pagine che hanno esaltato la cantabilità e il virtuosismo del flauto sostenuto dall’eleganza dell’accompagnamento organistico.
Applausi calorosi hanno salutato i due interpreti. Danilo Putrino ha confermato la propria fama di flautista di livello internazionale, costruita attraverso studi di perfezionamento in Italia e all’estero e collaborazioni con prestigiose orchestre europee. Paolo Tarizzo, organista, clavicembalista e docente di Acustica musicale, ha dato ancora una volta prova della sua profonda conoscenza dello strumento, unendo precisione tecnica e grande capacità interpretativa.
La Collegiata di San Dalmazzo, con la sua storia secolare e il prezioso organo Vegezzi Bossi, si è trasformata ancora una volta in uno straordinario spazio di incontro tra arte, spiritualità e cultura. Una serata che ha confermato il valore di Organalia come una delle più importanti rassegne dedicate agli organi storici del Piemonte, capace di custodire la tradizione aprendosi, al tempo stesso, a nuovi linguaggi musicali.
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