Comunicato stampa relativo a mozione diga valle Soana a cura di Raffaele Costa
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Comunicato stampa relativo a mozione diga valle Soana a cura di Raffaele Costa

Valle Soana, respinta la mozione sulla sicurezza: «Una scelta politicamente 
ingiustificabile»

Costa: «La storia del territorio impone prudenza e verifiche. Mi farò promotore di un comitato di monitoraggio e informazione aperto ai cittadini».
Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Pont Canavese del 25 settembre è stata respinta la mozione presentata dai consiglieri Costa e Bonatto, relativa all’ipotesi di realizzazione di un invaso in Valle Soana.
La votazione ha visto il voto favorevole dei consiglieri Costa e Bonatto, l’astensione del vicesindaco Macrì e del consigliere Pecolatto e il voto contrario di tutti gli altri consiglieri presenti.
«Ritengo politicamente ingiustificabile la scelta della maggioranza di respingere una mozione che chiedeva trasparenza, approfondimenti e garanzie sulla sicurezza del territorio interessato da un progetto di tale portata. L’obiettivo era colmare le lacune informative emerse finora, portando al centro del dibattito una questione fondamentale: la tutela delle comunità e la sicurezza del territorio», dichiara il consigliere Costa.
La storia della valle impone verifiche
«Per quanto mi risulta, sono stato l’unico, nel dibattito pubblico sul progetto, a richiamare con forza l’attenzione sulle criticità storiche della Valle Soana, un territorio segnato da fenomeni di dissesto idrogeologico e da una fragilità che non può essere ignorata.
La storia di questi luoghi non è un elemento da relegare al passato: deve rappresentare un punto di partenza per valutare i possibili rischi futuri. Le caratteristiche geologiche e idrogeologiche della valle, i fenomeni franosi e la vulnerabilità del territorio impongono approfondimenti rigorosi prima di assumere qualsiasi decisione.
Eppure, fino a oggi, il confronto pubblico si è concentrato soprattutto sul progetto e sulla disponibilità della risorsa idrica, senza che la sicurezza assumesse la stessa centralità».
Le richieste contenute nella mozione
La mozione non esprimeva una contrarietà pregiudiziale alla realizzazione dell’invaso, ma chiedeva che venissero affrontati in modo concreto e documentato i possibili effetti dell’opera.
In particolare, veniva richiesta la disponibilità della documentazione relativa alle aree a pericolosità P4 individuate da ISPRA, insieme ad approfondimenti sulle condizioni geologiche, geomorfologiche e idrauliche del territorio.
Veniva inoltre richiamata la necessità di valutare i possibili effetti dell’invaso, ipotizzato con una capacità di circa 35 milioni di metri cubi, sui fenomeni franosi, sulla caduta di massi, sulle colate detritiche e sul trasporto e accumulo dei sedimenti, anche alla luce degli elementi contenuti nello studio preliminare del Politecnico.
«La stessa documentazione preliminare del Politecnico evidenzia la necessità di ulteriori studi e
approfondimenti. È quindi indispensabile procedere con verifiche tecniche adeguate, senza
sottovalutare le criticità del territorio e senza anticipare conclusioni che devono essere supportate
da dati e analisi», sottolinea Costa.
Il punto centrale era chiaro: verificare che l’opera non comporti un aggravamento delle condizioni
di rischio esistenti e che la sicurezza delle comunità possa essere adeguatamente garantita.
Qualora tali garanzie non fossero conseguibili, la mozione chiedeva di prendere in considerazione
soluzioni alternative.
«Prima le verifiche, poi le decisioni»
«Se il progetto si trova ancora in una fase preliminare, come è stato ricordato durante il dibattito, è proprio questo il momento di approfondire le criticità, acquisire documenti e informare i cittadini.
Respingere una richiesta di questo tipo significa rinunciare a un’occasione importante per
affrontare preventivamente una questione che riguarda il futuro del territorio. Non si possono discutere benefici e prospettive senza chiarire prima quali siano i rischi e quali garanzie possano essere offerte alle persone che vivono nell’area interessata.
La necessità di ulteriori studi, peraltro richiamata anche dal Politecnico, conferma quanto sia
importante non fermarsi alle valutazioni preliminari e procedere con la massima attenzione».
Un comitato aperto al territorio
«La bocciatura della mozione non chiude la questione. Intendo farmi promotore della costituzione di un comitato di monitoraggio e informazione, aperto ai cittadini, alle associazioni e ai gruppi del territorio. dichiara Costa
L’obiettivo sarà seguire l’evoluzione del progetto, raccogliere e condividere documenti e atti
ufficiali, promuovere momenti di confronto e garantire alla popolazione un’informazione puntuale e trasparente.
La sicurezza non è una bandiera politica, ma una responsabilità verso i cittadini. 
Prima le verifiche, prima gli studi e le garanzie, prima la tutela del territorio. Solo dopo si potrà discutere consapevolmente di ogni eventuale decisione sull’opera».

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