Una rivista che ha raccontato per trent’anni storie, iniziative e fatti diPont Canavese e dei comuni delle Valli Orco e Soana
Era il 18 gennaio del 1996, una giornata d’inverno uguale a tante altre a Pont, fredda, umida
e senza sole. Sette amici si ritrovarono nella “strà ’d mess”, nello studio del notaio dottor
Bruno Vincenzo, per dare il via a una nuova associazione che accompagnasse negli ultimi
anni del secolo e di un millennio la vita dei pontesi che ancora in quegli anni di tanti
cambiamenti: climatici, politici, e ambientali, si ostinavano a vivere, crescere, studiare e
lavorare sotto le due torri di pietra che li avevano visti nascere o avevano spalancato le
braccia ad accoglierli. È nata così l’Associazione culturale ‘l Péilacan, che subito operativa,
a marzo di quell’anno avrebbe fatto sentire il suo primo vagito dando origine al numero
zero della pubblicazione della omonima rivista, ’l Péilacan appunto, con l’obiettivo di
raccontare le storie, le iniziative e i fatti di Pont Canavese e dei Comuni delle Valli Orco e
Soana, dall’attualità alla storia della comunità locali.
Ne è stato Direttore per tutti i trent’anni della sua vita l’amico Paolo Querio, giornalista de
“La Stampa” che tutta la Redazione riconoscente e un po’ commossa ringrazia per il tanto
lavoro svolto anche con noi al servizio della comunità pontese.
Le molte adesioni che furono immediate ed entusiaste portarono rapidamente la rivista ad
una tiratura di circa 600 copie mensili che vennero distribuite a mano dai volontari
dell’associazione.
Tra le anime di questa affollata redazione vi era anche il compianto Enrico Trione, che curò
l’impaginazione della rivista fino alla sua precoce scomparsa avvenuta nell’agosto del 2001.
Alla sua memoria l’associazione intitolò nel 2002 un Premio letterario nazionale dedicato
alla fiaba di montagna, che oggi è arrivato alla sua 25ª edizione diventando anche il Premio
letterario del Parco Nazionale Gran Paradiso.
In questo progetto editoriale durato trent’anni sono state molte le persone che hanno
contribuito alla sua realizzazione, con articoli, con foto, ed è giusto ricordarle qui per
esprimere a tutti un profondo ringraziamento.
Ma il mondo si sta trasformando, sempre più in fretta. Stiamo assistendo ad un continuo
inarrestabile calo dei lettori della carta stampata mentre in opposto è in vertiginoso aumento
l’utilizzo degli strumenti digitali e dei social, che stanno fornendo un’informazione
immediata ma troppo sovente priva di ogni ragionamento critico, analitico e formativo.
Sono “i tempi che cambiano” e anche a Pont e nelle valli Orco e Soana in trent’anni molte
novità hanno prevalso sulle tradizioni e influito pesantemente su questo progetto editoriale
che sembra ormai diventato obsoleto.
Non solo: il calo dei posti di lavoro e lo spopolamento in valle dei centri abitati,
l’invecchiamento dei residenti e l’abitudine dei giovani ad operare sui nuovi strumenti
informativi hanno ridotto il numero dei quotidiani, delle edicole e dei librai e tutti questi
cambiamenti hanno portato una rivoluzione anche nella nostra redazione, soprattutto per
la difficoltà nel trovare nuovi adepti che decidono di dedicare un po’ del loro tempo libero
a un progetto che non è sostanzialmente remunerativo.
Nel corso degli anni, l’associazione ha realizzato 194 copie dell rivista, sono trent’anni di
storia, anche se di cronaca spicciola, alla Guareschi, di un “mondo piccolo” che accetta il suo
destino amaro, quello di chi inesorabilmente viene travolto da un qualcosa di ineluttabile
che lo copre di polvere e lo dimentica lì, a disperdersi nel tempo e scomparire in silenzio,
poco alla volta. Come quelle baite sperdute che quando sali sulla Quinzeina in primavera
quando si scioglie l’ultima neve, incontri sempre lì, ma con un pezzo di muro in meno, il
tetto sempre più sfondato, le travi che il lento lavoro dei tarli ha spezzato ed i rovi
seppelliscono per farne rifugio di volpi. Non può e non deve finire così. In questi trent’anni
per far nascere e vivere la rivista abbiamo impegnato e dedicato il nostro lavoro e la nostra
anima. È stata una nostra creatura e il nostro orgoglio. Non deve essere abbandonata né
dimenticata.
Chiudendo la rivista, tra gli obiettivi che ci proponiamo quello più importante sarà quello
di digitalizzare tutte le copie e inserirle in internet in modo da non disperderne questo
archivio storico di Pont Canavese e delle Valli Orco e Soana.
Se il futuro è un mondo digitale e smaterializzato, anche ’l Péilacan sarà rintracciabile tra i
miliardi di informazioni accessibili a tutti in ogni parte del mondo e forse altri ardimentosi,
appassionati cultori della propria terra di origine, dilettanti come noi ma con i nuovi
strumenti di divulgazione, potranno creare inediti progetti più in linea con i tempi odierni.
Intanto l’associazione proseguirà con il progetto del Premio Letterario Nazionale Enrico
Trione – Una fiaba per la montagna” che quest’anno sarà dedicato al tema del “Firmamento”
con una cerimonia di premiazione che si svolgerà sabato 17 ottobre 2026 nel comune di
Alpette, sede di un osservatorio astronomico e di un planetario.
Michele Nastro
Presidente Associazione ‘l Péilacan



