Il territorio raccontato attraverso la fotografia. Conferenze Unitre Cuorgnè a cura di Giorgio Cortese

Nella splendida e accogliente cornice della Sala Conferenze Trinità di

Cuorgnè, in via Milite Ignoto, si è svolta una conferenza guidata dal docente Osvaldo Marchetti, coordinatore del gruppo fotografico Unitre Cuorgnè. Hanno collaborato: Adriano, Agostino, Angelo, Enzo, Fulvia, Gabry, Laura N., Laura P., Nadia, Daniela, Livio e Maria.
Ci sono luoghi che attraversiamo ogni giorno senza renderci conto della ricchezza che custodiscono. Alcuni però si fermano, osservano, ascoltano e decidono di raccontarli. Questo è lo spirito che anima il Gruppo Fotografico Unitre: nell’ultimo anno, i soci hanno esplorato il Canavese e le sue valli, trasformando le visite in un vero racconto per immagini, fatto di bellezza, memoria e passione.

Non si è trattato solo di “fare fotografie”, ma di entrare in contatto con il territorio grazie all’aiuto di chi lo vive, lo cura e lo tramanda: giardinieri, artigiani, storici, proprietari di dimore antiche, produttori e volontari. Queste persone hanno aperto le porte dei loro mondi, permettendo ai fotografi di cogliere l’anima dei luoghi.

Una delle tappe più significative è stata il Castello e Giardino di Agliè, guidati dal giardiniere Dario Druetto. Qui la fotografia ha incontrato la storia e la botanica: il giardino, nato come all’italiana nel Seicento e poi trasformato in romantico, conserva alberi monumentali, piante esotiche e specie rare. Molte di queste piante vengono ricoverate in inverno e riportate all’aperto in primavera, in un lavoro di cura costante. Fotografare Agliè significava raccontare non solo la bellezza del paesaggio, ma anche l’impegno quotidiano necessario a conservarlo. All’interno del castello, sale affrescate e dettagli architettonici hanno offerto scorci suggestivi, dove la luce naturale accompagna lo sguardo tra grottesche, finestre e antiche strutture. Le immagini selezionate restituiscono l’atmosfera di un luogo vivo, che continua a raccontare la propria storia.

Da Agliè a Castellamonte, il cambio di scenario è radicale: qui la tradizione è la ceramica.

I fotografi hanno visitato le botteghe degli artigiani: Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn,  e poi documentando il lavoro di Corrado Camerlo e la lavorazione dell’argilla, dalla tornitura alla cottura. Ogni manufatto richiede pazienza, tempo e profonda conoscenza della materia. Le celebri stufe, pannelli decorativi e sculture non sono solo oggetti, ma testimonianze vive di una cultura che unisce bellezza e utilità. Fotografare questi momenti significa valorizzare il lavoro e la dedizione che si nascondono dietro forme che spesso diamo per scontate.

A Torre Canavese, il gruppo ha visitato un castello millenario, guidati dalla proprietaria Monica Datrino. Qui la fotografia ha dialogato con la storia e l’arte: ambienti storici, una cappella ancora legata alle tradizioni del paese e una straordinaria collezione di opere che spaziano dal Medioevo all’arte contemporanea. La magione non è solo memoria del passato, ma luogo vivo, aperto alla cultura e agli incontri.

Il percorso ha incluso anche la tradizione produttiva del territorio. A Locana, il gruppo ha visitato un antico mulino ad acqua, con torchio latino e macchinari settecenteschi per la lavorazione delle noci, conservati dal signor Caudana Bruno. Nel caseificio a Casetti, tra vapore e profumi intensi, è stata documentata la produzione del formaggio, dalla caldaia alla stagionatura. Fotografare queste realtà ha richiesto attenzione e pazienza, rendendo le immagini ancora più autentiche.

A Ronco Canavese, i fotografi hanno incontrato uno dei gioielli artistici locali: la chiesa parrocchiale, con altari lignei, tele seicentesche, sculture e un magnifico soffitto a cassettoni. Un luogo sorprendente per la quantità e la qualità delle opere, che testimonia l’importanza storica e culturale del paese.

Il viaggio si è concluso con leggerezza e colore nel villaggio dei tulipani, realizzato dall’Azienda Agricola la Borgheisa di Favria, visitato nell’aprile 2025 nella campagna favriese. Oltre 150.000 fiori, disposti in filari ordinati in stile olandese, hanno trasformato il paesaggio in un’esplosione di colori. Qui la fotografia è diventata gioco, meraviglia e gioia condivisa. Il villaggio, arricchito da scenografie tipiche e da una casetta delle api per i bambini, ha unito natura, didattica e bellezza. Originario dell’Asia centrale e diffusosi in Europa nel XVI secolo, il tulipano divenne celebre nei Paesi Bassi, dove nel Seicento fu protagonista della prima bolla speculativa della storia. Oggi continua a incantare con la sua fioritura primaverile.

In totale, il gruppo Unitre Cuorgnè ha realizzato circa 1.600 fotografie, selezionandone poco più di 150 per la presentazione finale. Ogni immagine è il frutto di uno sguardo attento, ma soprattutto dell’incontro con persone che hanno saputo trasmettere passione, competenza e amore per il territorio.

Questo progetto dimostra che il Canavese è un patrimonio straordinario di storia, arte, natura e tradizioni, un patrimonio che merita di essere raccontato, fotografato e condiviso. Spesso le meraviglie più grandi sono proprio quelle che abbiamo più vicino a noi.

Foto gruppo Fotografico Unitre Cuorgnè