Domenica 27 settembre la Chiesa di San Giorgio ospita il Coro Gran Paradiso in un pomeriggio tra fede, storia e melodie popolari.
Ci sono luoghi nei quali il tempo sembra essersi fermato. La Chiesa di San Giorgio di Valperga è uno di questi: un luogo antico, ricco di arte, fede e memoria, che domenica 27 settembre 2026, in occasione della Solennità di Maria Liberatrice, tornerà a vivere con una giornata speciale.
Alle ore 11 sarà celebrata la Santa Messa presso lo storico altare di Maria Liberatrice, mentre dalle 14 alle 16 sarà possibile visitare la chiesa.
Il momento più atteso sarà alle ore 17, con il Concerto di melodie popolari del Coro Gran Paradiso, diretto dai Maestri Giovanni Usai e Walter Balagna, con la partecipazione di Elisabetta Giannone. Presenterà l'Avvocato Giuseppe Niedda.
Nato 58 anni fa dall'amicizia di un gruppo di appassionati della montagna, il Coro Gran Paradiso ha fatto del canto uno strumento per mantenere viva la tradizione e il piacere dello stare insieme. Il suo repertorio, accompagnato dalle fisarmoniche, attraversa i canti popolari piemontesi e non solo.
E proprio la musica farà da ponte con la storia di Valperga.
Nella Chiesa di San Giorgio è infatti custodita l'antica immagine della Liberatrix Fidelium, la Madonna Liberatrice, un'opera seicentesca attribuita a Padre Bonaventura Relli da Palazzolo, realizzata a china su seta. Una devozione profondamente radicata nella storia della comunità valperghese, tornata particolarmente viva nel 1954 con la consacrazione del paese alla Madonna Liberatrice.
La storia e la musica si incontreranno così nello stesso luogo, davanti a quell'immagine che per secoli ha raccolto preghiere, speranze e invocazioni. Il concerto avrà anche un momento particolarmente significativo: il Coro Gran Paradiso concluderà l'esibizione con il canto “Maria Liberatrice”, sul testo del compianto parroco don Rubatto, proprio dedicato alla Madonna che dà il nome alla solennità.
Sarà il momento in cui la musica lascerà spazio alla memoria e la memoria diventerà canto.
Un finale ideale per una giornata nella quale fede, tradizione e cultura si ritroveranno sotto le antiche volte di San Giorgio.
Perché certe storie non devono soltanto essere ricordate, devono continuare a essere cantate.
