| Ingria
12 agosto 2007: Tchouse dauti ten Il terzo appuntamento per le viuzze di Pont dIngria, con la rievocazione degli antichi mestieri, ha avuto buon esito. Si deve proprio alla numerosa e coinvolta partecipazione di tutti gli abitanti e dei villeggianti il successo della manifestazione, molto bella per la cura con cui à stata realizzata, ma ancor più perchè ha trasfuso un calore umano che ha avvolto i visitatori. Un grazie particolare al Sindaco ed a Renato che si sono prodigati indefessamente per provvedere ad ogni minima esigenza; alla Cia che, nonostante i suoi novantanni ed ai recenti problemi di salute, ha voluto essere presente, per dimostrare che quel lontano passato è in lei sempre presente. La Veillà , come un tempo chiamavano le serate invernali che diverse famiglie passavano insieme, di solito in una stalla, a svolgere piccoli lavori di manutenzione o di cucito, a scambiarsi informazioni sulle novità del momento, a raccontare e ad ascoltare storie di diavoli e di streghe che terrorizzavano bambini e ragazzine, è stata rivissuta nel nostro paese in una suggestiva serata di festa francoprovenzale, con dimostrazioni di mestieri ed esposizioni di prodotti molto interessanti, lungo un percorso festoso, con musica, canti, balli e degustazione di cibi e di bevande tradizionali. La Veillà creava discussione, canto, conoscenza ed amore, ma, soprattutto, univa la gente. E interessante che oggi sia proprio la realtà dei mestieri dimenticati del passato a far da filo conduttore ad una Veillà che voglia ancora far sognare. Con la Veillà abbiamo voluto ricordare, mandare un messaggio ai più giovani di come vivevano e lavoravanoi loro avi. Abbiamo cercato di trasmettere quel calore di un tempo, attraverso i lavori, i mestieri, i canti che i nostri nonni facevano quotidianamente. a cura di Raimonda Bianco Levrin |