Tratto dalla "Sentinella del Canavese" di Giovedì 15 Giugno 2000

Al convegno di Ronco:
«Senza uno sbocco verso l'Europa la Valsoana muore»

Si al collegamento con Cogne

Rilanciato il progetto degli anni Sessanta

RONCO. Ha suscitato molto interesse in tutta la Valle Soana il convegno su 'La vi de Cogne", svoltosi sabato e organizzato d 'associazione Effepi e dal gruppo di lavoro,studio  del territorio
"Due valli unite" .  Numeroso il pubblico attratto da un argomento sempre d'attualità : i collegamenti con Cogne ed il traforo "Gran Paradiso"

Durante il convegno, iniziato con il saluto del Sindaco Recrosio, è stata ripercorsa la storia di due progetti che, in diversi periodi del XX secolo, erano arrivati vicini alla realizzazione. Il progetto più antico, risalente ai primi anni del '900, è stato illustrato da Emilio Champagne, appassionato cultore di storia canavesana, il quale ha spiegato che all'epoca si pensava di collegare Torino all'Europa del Nord con una ferrovia che arrivando a Martigny avrebbe attraversato la Valle Soana.

Il progetto prevedeva il proseguimento della linea Canavesana, che allora si fermava a Cuorgnè, sino a Pont; di qui il freno sarebbe salito in quota in una galleria elicoidale, per poi proseguire lungo la valle fino a Forzo dove sarebbe entrato in un altro tunnel per sbucare a Cogne e poi in Svizzera. Del progetto parlarono a quel tempo i giornali nazionali e fu oggetto di un acceso dibattito all"Assemblée nationale" di Parigi, che lo considerava un pericolo per l'economia francese. Fu poi abbandonato con la realizzazione del Sempione.
Nei decenni successivi si tornò a prendere in considerazione la Valle Soana come via di transito per raggiungere Aosta, allora capoluogo del Canavese, e si incominciò a prospettare la costruzione di un traforo stradale tra Campiglia e Cogne. Tale progetto fu quasi sul punto di essere realizzato negli Anni '60, come hanno spiegato gli altri relatori del convegno, Vittorino Recrosio e don Lorenzo Babando, ultimo superstite (come si è definito lui stesso) del "Comitato per la promozione della direttissima Aosta-Cogne-Campiglia- Torino  e del traforo del Gran Paradiso", costituito nel 1963.
«Grande patrocinatore dell'iniziativa era il ministro Giulio Pastore e ben 38 comuni canavesani avevano aderito al comitato, inoltre il presidente della Regione Valle d'Aosta, Severino Caveri aveva predisposto il finanziamento del 50% dell'opera, mentre il progetto era stato finanziato dal commendator Clerico - ha specificato don Babando, esortando i valligiani a rilanciare il progetto -.
E' ormai risaputo che senza uno sbocco verso l'Europa la Valle Soana va morendo e diverrà un grande parco disabitato".
Anche il deputato ed europarlamentare Luciano Caveri ha ribadito la necessità di rafforzare la collaborazione con il versante valdostano. «E' evidente - ha detto - che questa valle o torna ad avere dei collegamenti con la Valle d'Aosta, oppure muore».


L'assessore regionale Botta: 'Sottoporrò la questione a Ghigo'
«Abbiamo creato il gruppi "Due valli unite" proprio per riallacciare gli antichi legami che ci uniscono a Cogne», ha puntualizzato Elio Vidano consigliere di Valprato, il quale ha poi presieduto il dibattito che è seguito a cui sono intervenuti l'assessore regionale Botta (assicurando il suo impegno a sottoporre la questione alla giunta presieduta da Ghigo), il consigliere regionale valdostano Ottoz, gli onorevoli Niedda e Botta, il Presidente della Comunità del Parco Noascono ed il sindaco dl Valprato Crosasso. La speranza, mai abbandonata dai valsoanesi, di ricollegarsi con i fratelli valdostani riprende quindi vigore nel XXI secolo, essendo, inoltre, già stato avviato un altro progetto, quello del collegamento funiviario con la Valle di Champorcher.

                                                                                                    Ornella De Paoli

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