20 Luglio 2007: salendo a Servino
I gradini in pietra del sentiero che salgono a Servino, frazione di Ronco Canavese, sono ancora gli stessi, posti li con inimmaginabile fatica dai nostri avi, tanti anni fa. Ora, segnano il passo al turista che con una certa tracotanza sportiva sale verso la frazione, ormai in grave stato di degrado, abbandonata da anni anche dagli ultimi residenti. La vita a Servino, come pure a Fontana, la frazione pochi metri a monte, era ormai diventata troppo dura anche per gli ultimi temerari!
In estate pero’ anche questa sperduta frazione della valle Soana ritorna ad animarsi un poco. Merito soprattutto del malgaro, Francesco che non ha mai abbandonato la montagna di famiglia e vi ritorna ogni estate con il bestiame, con la propria famiglia ed anche portando con se i gerani per il davanzale!. Merito della famiglia Fontana che con molta tenacia ed attaccamento alla frazione, cerca di impedire con ogni mezzo il degrado delle abitazioni. Merito di Giuseppe che non ha mai abbandonato le proprie radici e vi ritorna con assiduitą per accudire alla proprietą di famiglia e per mantenere in assoluta efficienza la piccola cappelletta della frazione.
Il giorno di S. Margherita, festa presso la frazione, rigorosamente sempre il 20 Luglio, la vita a Servino assume pero’ altri ed antichi connotati.
Molti originari della frazione, il turista, il “maret” , tutti con un anno in piu, si rimettono in marcia con un sacco sulle spalle, riprendono il sentiero tracciato in precedenza da Francesco con le sue mandrie, da Giuseppe, dalle famiglie Fontana, dai Rossio ed altri ancora…
Quasi tutti portano con se un piccolo dono che metteranno all’incanto dopo la Messa.
L’offerta da mettere all’incanto servira’ per mantenere “in piedi” la chiesetta della frazione.
Attraverso una “foresta incantata”, percorsa dapprima tra acque verdeggianti e larici secolari e poi in mezzo ad enormi “ magici faggi” , in meno di un'ora,si arriva a Servino.  I gerani posti davanti alla casa di Francesco mostrano il primo segno della “montagna che vive” , ma anche della festa incombente.
Poi, la S. Messa. Quest’anno tocca a Don Mario, il prete venuto anche lui da lontano ma che ha saputo conquistare il cuore dei valsoanesi e dei turisti, insieme.
A seguire, la processione attraverso il villaggio fantasma e su, fino al “capitello”,  in vista ormai dell’ultima frazione: Fontana.
E dopo la processione, come consuetudine tocca a “Tonicio” mettere all’incanto i doni saliti sulle spalle dai fedeli.
Al maret salito per la festa di Santa Margherita, sembra che il tempo si sia fermato, sembra tutto normale.
Ma l’occhio piu attento, attraverso il viso di “Tonicio” che “incanta” il suo “papillon” , riesce pero’a percepire che il tempo e` trascorso, per tutti: per la frazione, ma anche per lui che da sempre, ogni anno ci fa sognare attraverso la “toma di Francesco”, la “Veuve Clicot Ponsardin” giunta coi parenti da Parigi, oppure con la pentola in rame realizzata con le prorie mani e portata a …spalle da Secondo .
Poi, finita la festa, scendendo, qualcuno intravede ancora dopo il guado, un vecchio edificio in grave stato di degrado.
E`una casaforte del 1300, ormai fatiscente, ormai un segno inequivocabile del tempo che e` passato.
Ormai, forse e` troppo tardi, anche solo per poterla …ammirare.
foto aimonino pierrette
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