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Agosto 2008: festa della Madonna della neve al Miserin E ' ancora notte, le Pleiadi, come tutte le costellazioni "invernali" brillano ancora, alte nel cielo. Davanti a me si staglia imponente la torre di Lavina, mentre alle mie spalle intravedo il profilo che dalla Cima Tavorna sale alla Cima delle Gheule ed infine alla Punta di Canaussa. Sono a Campiglia e sto risalendo la sterrata verso il piano di Azaria, per raggiungere attraverso San Besso ed il colle della Rosa dei Banchi, il lago del Miserin. Ancora una volta, ho deciso per un giorno, di "tradire" la valle Soana e percorrere, dopo una lunga ascensione, la valle di Champorcher, per partecipare alla festa della Madonna della Neve. Dietro di me intravedo ora una schiera di persone armate delle loro torce "ultima tecnologia a L.E.D." che stanno salendo. Anch'essi camminano speditamente, molto probabilmente perseguiamo la stessa meta. Non so cosa animi queste persone ad intraprendere il lungo camino. Fra gli "ingredienti", seppure in diversa misura, ci deve essere senz'altro il culto della tradizione, la passione per la montagna... la fede. Mancando uno solo di questi parametri, non vedo perche si dovrebbe andare al Miserin proprio il 5 Agosto! In breve si fa giorno. Dopo aver abbandonato le sterrata che porta al pian Azzaria e risalito i ripidi tornanti, raggiungo la fontana posta poco a valle dell'alpe Ciavanis, prima "stazione di Servizio Acqua". Mi disseto, ma non faccio scorte, poiché la prossima, si trova poco oltre, presso il Santuario di San Besso. L'aria fresca del mattino che scende dalla montagna, porta ora con se gli odori delle mandrie al pascolo. Sono le mucche di "Franco 'd Pasqual", che si trova presso gli alpeggi della Balma, in prossimità del Santuario di San Besso. Raggiungo la malga che evito discretamente sul versante opposto, solo per non svegliare i cani che stanno riposando. Tra poco inizierà la lunga giornata del malgaro: dapprima la mungitura delle oltre 70 mucche e poi la preparazione delle squisite tome della valle Soana. Franco, ormai ne avrà gia "messo da parte" una delle migliori, che, come sempre, anche quest'anno finirà all'incanto della festa di San Besso, la prossima domenica 10 Agosto. Osservo ora la ripida dorsale che conduce al valico e scopro che altre persone mi precedono. Giunto al colle, infatti, oltre all'esile statua della Madonnina, l'immancabile Swarovski di Valentino, il guardaparco, mi osserva. Un saluto, due parole cordiali: il ghiacciaio della Rosa in regressione, il tempo che farà... terrà fino a stasera? E poi si riparte verso la meta, gia in vista, ma ancora lontana. Obiettivo, sempre lo stesso: essere giù in tempo per la Messa delle 10. Sceso il breve ghiacciaio ormai ridotto a sfasciumi, il lago si approssima ed ora comincio a sentire la campana che suona quasi ininterrottamente. Non ho mai capito perchè venga suonata così a lungo. Forse per annunciare l'arrivo di una delle due processioni dei fedeli, che nel cuore della notte, partono sia da Cogne, sia da Champorcher, per convergere al santuario nel giorno della festa. Forse però, le campane suonano semplicemente per segnalare la presenza del santuario! Anni fa, sorpreso dalla nebbia mentre scendevo sul ghiacciaio della Rosa, allora decisamente più consistente dell'attuale, incredibilmente, furono proprio le campane della chiesa a riportarmi sul sentiero completamente smarrito. Senza il loro aiuto, quel giorno sarei sceso molto più probabilmente a Dondena invece che al lago del Miserin! Oggi pero' la giornata e' tersa e, senza problemi giungo alla chiesa ancora prima della processione che, partita da Cogne, attraverso il colle Finestra sta ora raggiungendo il santuario. Insieme ai famigliari passati dal colle Larissa, assistiamo alla bella Messa concelebrata proprio sulla sponda del lago. Alle ore 11 ci sarà ancora una seconda Messa, un tempo dedicata ai malgari affinché potessero parteciparvi dopo i lavori dell'alpe. Oggi, in realtà, costituisce soprattutto la Messa dei ritardatari. Un breve spuntino conviviale, lascio in chiesa una piccola testimonianza della nostra valle per "l'incanto" e si riparte per il colle a quota 2957metri. Alle ore 13, come sempre, la campana tornerà a suonare, non più per la Messa, ma per annunciare l'incanto degli oggetti offerti in dono per la manutenzione della chiesa. Proprio come avviene da noi in valle Soana. E domenica, 10 Agosto, saranno in tanti, come al solito, coloro che partiti dalla valle d'Aosta, soprattutto da Cogne, raggiungeranno il Santuario di San Besso attraverso il colle dell'Arietta, per partecipare alla nostra festa. Mi sembra una tradizione eccellente. Da non perdere! Chi dispone di una buona connessione ADSL, cliccando qui potra' visualizzare un breve filmato amatoriale della festa al Miserin |